Introduzione

Ad altissimo livello si pone la canzone di Guido delle Colonne che piacque a Dante (De vulgari eloquentia, I, xii, 2; II, vi, 6), con una tematica che preannuncia Al cor gentil di Guinizzelli. 

Questa canzone è tra le più notevoli espressioni della tendenza grave e solenne della Scuola poetica siciliana. Accanto alla raffinatezza del lessico e dello stile, si nota la perizia della costruzione retorica: alla prima e all’ultima strofa, concepite simmetricamente, sono affidate le metafore scientifiche riguardanti la relazione tra il mondo naturale e l’esperienza d’amore. Alle stanze centrali spetta il compito dell’analisi soggettiva e dell’introspezione psicologica. 

Il linguaggio poetico, ricco di immagini e l’intensa meditazione sull’amore sono condotti con la netta consapevolezza della potenza mortale della passione amorosa. La confessione dell’irresistibile amore che avvince l’io lirico si esprime attraverso le metafore scientifiche, inaugurando una linea che avrà fortuna nei poeti successivi, in particolare negli stilnovisti.